
Il certificato di Circolazione EUR.1, è un particolare modello utilizzato per l'accertamento dell'origine preferenziale negli scambi con paesi legati alla U.E. da accordi tariffari e che garantiscono all'importatore un esenzione dal pagamento dei dazi.
Il certificato viene rilasciato dalla Dogana su mandato scritto dell'esportatore (vedi circolare dell'Agenzia delle Dogane n. 11/D del 28 aprile 2010), che dovrà verificare l'esistenza dei requisiti necessari per il rilascio del Modello EUR.1 e, se del caso, richiedere ai propri fornitori una dichiarazione di origine Preferenziale, la documentazione giustificativa potrà essere richiesta dall'Ufficio delle Dogane all'atto dell'esportazione oppure, sia in maniera autonoma sia sulla base di accordi di collaborazione amministrativa con le dogane estere, successivamente all'uscita delle merci dal territorio comunitario ed entro tre anni dall'esportazione.
Decisamente importante è la definizione di Origine Preferenziale, origine ben diversa del Made In o dalla semplice origine c.d. commerciale, la qualificazione di prodotto di Origine preferenziale comunitaria si base sull'esistenza di requisiti, codificati negli specifici accordi che legano l'Unione Europea con lo stato o il gruppo di stati firmatari. Al momento, non esiste un unico accordo o un unico protocollo a cui fare riferimento anche se, durante l'incontro di Lisbona tra i ministri Euro-mediterranei del Commercio, è stata proposta la sostituzione dei vari protocolli di origine preferenziale con uno strumento unico (che può essere consultato qui); rimane quindi onere dell'esportatore verificare, consultando i protocolli di origine (che potete trovare qui), la possibilità di emettere il certificato per i prodotti da esportare.
All'interno dei vari protocolli le merci vengono classificate secondo il codice doganale (TARIC) e, per ogni singola classificazione, vengono stabiliti i criteri di lavorazione necessari al conferimento dell'origine Preferenziale, in mancanza di specifiche disposizioni, l'origine preferenziale è conferita, oltre ovviamente ai prodotti interamente ottenuti nella U.E., anche ai prodotti che abbiano subito una lavorazione sufficiente secondo i criteri generali, ovvero, il cambio di voce doganale o il criterio del valore aggiunto; rimane da ricordare che alcune lavorazioni sono sempre insufficienti a conferire il carattere originario, tra queste il lavaggio, la pulitura, lo stoccaggio, cernita, selezione, e le altre lavorazioni indicate nei vari protocolli di origine.
Il certificato di Circolazione può essere sostituito dalla dichiarazione ridotta in fattura, tale dichiarazione ha la stessa finalità del certificato e può sostituire l'emissione del modello EUR.1 per le esportazioni di merci di valore inferiore ai 6000 Euro, nulla cambia per quanto riguarda l'esistenza dei requisiti della merce; la dichiarazione, anch'essa codificata nei vari protocolli di origine, dovrà essere riportata nella fattura e dovrà essere identica a quella inserita nel protocollo.
Il certificato di circolazione modello EUR.1, all'interno degli scambi tra paesi dell'area Paneuromediterranea, riveste un importanza fondamentale anche se, spesso, gli esportatori sottovalutano le conseguenze dovute al rilascio del certificato per merci che non hanno i requisiti o per merci delle quali non si ha la possibilità, in sede di controllo, di fornire le prove documentali di origine; la necessità per l'operatore doganale di ricevere un mandato scritto per richiedere l'emissione del certificato e la specifica menzione all'interno del mandato della responsabilità penale in cui incorre l'esportatore che fornisca informazioni mendaci, dovrebbe portare gli operatori ad una maggiore attenzione ma purtroppo bisogna rilevare che, nella pratica quotidiana, molti esportatori non si curano di controllare l'esistenza dei requisiti di rilascio, controllo che potrebbe essere agevolmente effettuato rivolgendosi ad un operatore doganale il quale ha gli strumenti e le competenze necessarie.
Consiglio Nazionale degli spedizionieri Doganali
Tariffa doganale comune
Unione Europea
Agenzia delle Dogane
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